Convivere con il rischio – presentato a Tokyo il progetto di monitoraggio della grande frana di Ancona

Pubblicato: 25 novembre 2008 in Senza categoria
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Il progetto di monitoraggio della grande frana di Ancona è stato presentato la settimana scorsa al primo forum mondiale sulle frane di Tokyo dal geologo del Comune di Ancona Stefano Cardellini.
Cardellini, uno tra gli otto italiani intervenuti al forum, ha illustrato il sistema attivo ad Ancona di fronte a un uditorio di circa duecento persone di quarantanove paesi, a partire dalla storia della frana di Ancona, dai sucessivi studi, al primo progetto di consolidamento fno alla scelta definitiva dell’Amministrazione di una soluzione che permette la convivenza della popolazione con il rischio.
Questa convivenza è resa possibile da un progetto integrato di monitoraggio superficiale e profondo che il Comune sta mettendo in atto e che dal 3 novembre è in funzione con il controllo 24 ore su 24 degli eventuali spostamenti di superficie.
L’attivazione del sistema ha un risvolto pratico importante, che si aggiunge all’interesse scientifico del progetto. Ciò cosentirà infatti, nel giro di qualche settimana, di rilasciare i primi certificati di abitabilità temporanea ai residenti della zona, che da venticinqe anni continuano a vivere in case dichiarate inagibili dopo la frana dell’82.
Il progetto era già stato presentato ad Ancona con un convegno organizzato nell’ottobre del 2007 e poi, la scorsa estate, al XIII° Congresso mondiale di geologia di Oslo, che si è teuto in agosto.
A Tokyo il Comune di Ancona ha avuto anche l’opportunità di consolidare i contatti con i coordinatori del Consorzio europeo di università e imprese Safeland 7, cui partecipa anche l’Amministrazione anconetana, che partirà il 1 gennaio e avrà una durata di 3 anni. Il consorzio è finanziato, nella sua totalità, dalla Commissione europea con 6 milioni e mezzo di euro, parte dei quali saranno destinati all’implementazione o al miglioramento del sistema di monitoraggio della grande frana.

Attualmente ad Ancona è operativa la prima fase del monitoraggio della frana, con un sistema che controlla in tempo reale gli spostamenti superficiali e permette quindi di attivare procedure di emergenza in caso di pericolo. Per il moitoraggio di profondità sono state invece avviate le procedure di affidamento dei lavori.
Il sistema installato ad oggi consente di effettuare un controllo topografico di alta precisione in tempo reale, attraverso sette stazioni automatiche, posizionate vicino al perimetro della frana, programmate per raccogliere i dati rilevati da centocinquanta sensori che si trovano sulle abitazioni e su altre infrastrutture. Altri sensori, che funzionano come punti di riferimento dell’intero sistema, sono stati posti al di fuori del perimetro. Sono attive inoltre ventisei antenne Gps sui fabbricati privati oggetto di monitoraggio.
Questa rete di rilevamento automatico dei dati in tempo reale trasmette le informazioni attraverso un sistema di comunicazione a tecnologia WiFi standard Hiperlan e comunica direttamente con un centro di controllo in Comune attraverso una dorsale di stazioni radio W-Lan .
Con questo sistema, che sarà integrato dal monitoraggio profondo, in grado di seegnalare i movimenti del terreno con due ore di anticipo, l’Amministrazione comunale del capoluogo marchigiano ha scelto di organizzarsi rispetto alle problematiche poste dalla grande frana in termini di prevenzione e nvivenza “sorvegliata” cn il rischio, di protezione delle persone e di rivalutazione della zona colpita.
L’attivazione del monitoraggio è prevista da una legge regionale del 2005 , in base alla quale il Comune deve garantire l’acquisizione e l’elaborazione in tempo reale dei dati, la predisposizione di un piano d’emergenza con le misure di salvaguardia per la popolazione interessata, l’allarme e la messa in salvo preventiva e l’accertamento delle condizioni di stabilità per gli edifici per i quali è stata richiesta l’agibilità.
Per svolgere l’attività di monitoraggio è stata organizzata una sala operativa in Comune in cui sono impegnati nove tecnici interni: un gruppo di lavoro, attivo 24 ore su 24, che ha anche il compito, in caso di registrazione di movimenti anomali, di allertare la Protezione civile per l’eventuale attivazione dei piani di emergenza.
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