Gente della città/3 – E’ bello, anzi bullo un bel po’!

Pubblicato: 17 giugno 2013 in comunicazione, luoghi, mare, personaggi, Senza categoria, sport
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172040_10150148881312317_1641360_oConsideriamolo un anconetano temporary. Si è trasferito in città per motivi di lavoro nel 2004, dopo il periodo universitario a Macerata. Io l’ho conosciuto un sabato mattina, quando mi è venuto a trovare in ufficio, magrissimo, con il marsupio allacciato in vita, il sorriso stampato in faccia, e un carico di lavoro non da poco. Si dovevano organizzare i campionati europei master di atletica leggera al Palaindoor, impianto unico in Europa, all’epoca nuovo quasi di zecca per la città, pronto per ospitare questo evento che doveva essere memorabile. Io all’ufficio stampa del Comune, lui a quello della Fidal Marche, abbiamo cominciato a lavorare, giorno dopo giorno, passo dopo passo, con allegria, con pazienza e a volte sclerando un po’. Sempre attenti alla qualità di ciò che facevamo. E’ quest’ultimo aspetto quello che ricordo con più piacere, e con un po’ di nostalgia, di quel periodo.

Ho capito subito che si volava alto. Inutile dire che è stato così, per questo e per molti altri eventi, altrimenti Alessio Giovannini, oggi in forze all’ufficio stampa della Federazione italiana di atletica leggera a Roma, non starebbe qui, tra quelli di cui voglio raccontare un pezzo di storia, quella che li incrocia, in modo interessante, con la città di Ancona.

Questa è un’intervista a quattro mani, perché sia io sia lui scriviamo per mestiere. E siamo abituati a unire le forze, quando si può.

La tua prima impressione di Ancona quando sei arrivato? Ancona comunque non era un mondo altro per me, visto che per ragioni varie – come molti marchigiani, credo – fin da piccolo la frequentavo più o meno saltuariamente. L’impressione del mio approdo “domiciliare” è stata quella di un posto molto tranquillo, comodamente incastrato nella sua “routine”, ma che ai “non-anconetani” non mostra subito il suo lato migliore.

Sei andato a vivere a Pietralacroce, quartiere storico e vip. È stata una scelta casuale?
Pura casualità merito di un’agenzia immobiliare che in due giorni mi ha scovato la bella casetta dove ho sono stato per 5 anni. Solo dopo ho scoperto di abitare nel cosidetto “quartiere della fettina”. In realtà per me comune mortale precario, vista la zona, era stata proprio un’ottima occasione e sinceramente ora che vivo a Roma rimpiango parecchio quel canone d’affitto…

Hai inaugurato il Palaindoor, impianto quasi unico in Europa, e poi l’hai visto vivere. Occasioni colte? Occasioni perse?
Ho visto spuntare su il Palaindoor dalla prima pietra. Quando a molti sembrava un’idea folle. Oggi è un impianto che è un tesoro dell’atletica italiana, senza il quale negli ultimi anni sarebbe stato davvero problematico svolgere attività al coperto. Ancona a livello organizzativo si è fatta trovare sempre pronta e all’altezza della situazione. Forse per altri aspetti è mancata un po’ di visione “destruttur-attiva” dell’impianto che non può essere visto come una semplice pista d’atletica sotto un tetto. Ci sono potenzialità da esplorare. E’ difficile, ma bisognerebbe provarci.

Al Palaindor Ancona ha vissuto l’avventura degli europei master di atletica nel 2009. Ce li siamo meritati?
Sicuramente ce li siamo sudati. Sono stati un grande evento, oltre l’aspetto prettamente agonistico. In giro per l’Europa ancora ce lo riconoscono, perchè Ancona2009 ha creato un nuovo modello organizzativo per questo genere di manifestazioni. Tant’è che due anni fa la Federazione Europea avrebbe voluto che la rassegna continentale tornasse nel capoluogo dorico. Il rammarico che, a distanza di tempo, ancora mi resta è che una certa parte della città (malgrado dell’evento si fosse parlato a lungo a partire dal 2006!!!) si fosse accorta di queste 6.000 persone in arrivo da tutta Europa solo quando tutto era ormai già partito. Peccato.

Quando vivevi qui a cosa ti eri affezionato? In che cosa ti riconoscevi?
Mi ero affezionato soprattutto alle persone, anzi agli amici, tantissimi, che qui ho trovato. E poi la familiarità di certi posti: il Viale della Vittoria, Piazza del Papa, San Ciriaco e, quattro passi più in là, Portonovo. Ci torno sempre volentieri. Mi riconosco nella “discrezione” che appartiene al carattere di questa città e delle Marche tutte, nel suo essere inizialmente “guardingo” per poi mostrare il lato più tenero che sta sotto il guscio testardo del “mosciolo”.

Ti manca qualcosa di Ancona?
Non sono un fanatico del mare, ma ad Ancona mi piaceva molto l’idea di affacciarmi o di fare un semplice giro per trovarmelo di fronte in un attimo. Quando c’è burrasca poi, visto dal Passetto, è ancora più divertente.

Com’è, vista da lontano?
E’ la città del tempo lento. Nel bene e nel male del significato di questa espressione. Magari con la giusta sferzata, il motore cambierebbe marcia. Ancona se lo merita. Perché è il capoluogo della Regione nella quale sono fiero di essere nato. Perchè è una città piena di tesori d’arte e di storia che non tutti conoscono. Perchè anche la tradizione è un patrimonio purchè non resti impolverato.

Torneresti?
Chi lo sa?

Mi fai un #twitAncona su Twitter?
OK: #twitAncona è bello anzi bullo un bel po’! 🙂

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commenti
  1. Alessio Giovannini ha detto:

    la foto dice tutto…grazie Marghe! W ANCONA! 🙂

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