Gente della città/4 – Ancona è lontana, ma è qui

Pubblicato: 18 giugno 2013 in comunicazione, donne, luoghi, mare, personaggi, Senza categoria, sport
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“Io lo pubblico. Posso?”

“Ma che ne pensi?”

“Se lo pubblico è perché ti ci vedo dentro completamente: passione e competenza”

“Mah… non è bucolico? Comunque, fai quello che credi… tvb”

Io e Barbara Ulisse ci scambiamo decine di sms quasi quotidianamente. Per un suo compleanno importante ho trascitto quelli degli ultimi tre anni e glie li ho regalati. Ne è uscito un racconto fatto di impressioni brevi, di leggerezza, sempre di passione, che dice  le cose della nostra vita, ma anche pezzi di storia di questa città, che ci hanno riguardato da vicino, in virtù di un lavoro che etrambe amiamo molto, quello della comunicazione pubblica. Insieme abbiamo lavorato per anni all’ufficio Stampa del Comune di Ancona, dove lei è rimasta, perché è una donna coraggiosa e tenace. Prima da vicino, ora un po’ più da lontano, condividiamo (credo) l’idea che bisogna arrampicarsi fino in cima a questa città, affacciarsi, guardare giù e innamorarsene. Molto, poi, viene da sé.

Lei su Ancona ha scritto così:

“Lo avverto sempre un attimo prima. Un leggero fremito anticipa il poderoso rilascio di energia dei posteriori che spingono e balzano avanti. Non è il modo migliore per assaporare un territorio, lo so, ma partire al galoppo ha quel tanto di liberatorio per me e di istinto naturale per lui da farne l’andatura più entusiasmante e una scommessa sulla fiducia reciproca. Perché bisogna affidarsi l’una all’altro in quei minuti in cui i filari corrono via velocissimi, nel naso l’odore delle ginestre e della sua criniera, pregando che non scappi fuori un fagiano dal campo di erba medica o che dietro la curva dopo le cave non ci siano i due turisti con la piccozza, come l’altra volta..
Poi rallento.
In sella a Frozen  – il mio quarter horse di dieci anni –  liberare quell’energia è un fatto naturale, come pure imparare la lentezza..
In sella alla sua groppa sudata ho scoperto la mia terra nei colori delle diverse stagioni.
Ancona è lontana. La città è lontana. Sulla campagna del Conero dimentico il contratto sociale e torno un po’ buon selvaggio, per dirla con Russeau.
Ancona è lontana, ma è qui. Dentro le aperture improvvise sul mare, i campi lavorati a cui portare rispetto, il verde del grano che diventa oro, la pietra delle case, i fiori di senape, l’odore di liquirizia dell’elicriso, le ginestre prima che si schiudono, tutti i colori delle viti, i boschi e gli ulivi, gli stradelli lungo i torrenti e sotto l’autostrada..
Ancona è qui nella sua dimensione di confine: il capoluogo si fa Conero, lo spazio è condiviso con altri comuni, il dialetto dei miei compagni di escursione si mescola.
Ancona diventa un’area dei “paesi limitrofi” che da Sirolo arriva a Osimo, lembo di quell’area metropolitana mal riuscita nelle politiche e così ben strutturata nel territorio delle passioni comuni, cucita insieme dagli stradelli dove passano i cavalli.
Attraverso lenta questa terra, sia quando tutto è un po’ bigio e fangoso e gli zoccoli scivolano e tutta la tavolozza della terra e delle foglie  si manifesta nel giallo, nell’ocra. Sia quando la luce radente e ferma di fine giugno la illumina morbida.
Incontriamo contadini e patiti di stormi in migrazione.  Ci salutiamo tutti, in un club immaginario degli sportivi dai mezzi naturali: ciclisti, podisti, golfisti, cavallari.
Potrei fare tutto questo in altro luogo? Oh, beh, anche in Brianza si va a cavallo e il cuoio dei finimenti cigola da secoli nel silenzio della Maremma.
Però non ci sarebbero queste colline di girasoli, i ciottoli freschi dei sentieri ombrosi sotto Pian Grande, l’anello della Pecorara pieno di more, i grappoli di rosso che inducono a ipotesi di gradazione anche ai non enologi, i cucuzzoli da presepe come Massignano, Mezzavalle deserta d’inverno, l’unico rumore gli zoccoli sulla spiaggia. Non ci sarebbe tutto questo dentro un capoluogo di regione. Non ci sarebbero il buon selvaggio e il contratto sociale, insieme”.

#TwitAncona? Il #Conero a cavallo: area metropolitana delle passioni

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commenti
  1. Hai detto tutto e forse ancora di più…quasi quasi ci riprovo….

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