Appunti di comunicazione istituzionale/5 – Questo non è un ufficio stampa segreto

Pubblicato: 18 settembre 2013 in comunicazione
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Ivy Ledbetter Lee

Ivy Ledbetter Lee

The founder of the profession of Public Relations, Ivy lee, a Georgia gentleman who described himself as a “physician to corporate bodies”, believed that corporations should not conceal the truth from the press and that business leaders should not shun publicity. His principles helped to make American business more public-spirited and humanitarian (Historic Markers Across Georgia)

Le vere e proprie origini della comunicazione pubblica risalgono all’inizio del 1900, in America. Gli eccessi delle grandi aziende, delle compagnie ferroviarie ed elettriche, delle banche e degli altri componenti del mondo dell’industria e della finanza avevano fatto nascere movimenti di protesta e di riforma agli inizi del secolo. Dal 1903 al 1914 molti giornali e quasi tutte le riviste a grande tiratura pubblicarono articoli di denuncia contro i metodi usati dalle aziende per imbrogliare gli azionisti, scaricare perdite sul pubblico, corrompere i pubblici poteri. Diviene pertanto consuetudine, da parte delle grandi aziende, assumere publicity men. Si moltiplicano, così, le ditte di pubblicità.

In questo contesto si afferma il giornalista economico Ivy Lee.

Ivy Ledbetter Lee (Cedartown, 16 luglio 1877 – 9 novembre 1934) è considerato, assieme a Edward Bernays, uno dei padri delle moderne pubbliche relazioni. Avviò la sua carriera come giornalista e stringer per conto di noti periodici quali New York Journal American, New York Times e New York World. Dopo cinque anni nel settore giornalistico, Lee ottenne il suo primo lavoro nel 1903 come direttore pubblicitario per il Citizens Union, organizzazione che appoggiava la candidatura del politico repubblicano Seth Low a sindaco di New York. Pubblicò il libro The Best Administration New York City Ever Had (La migliore amministrazione che New York abbia mai avuto). L’anno seguente accettò un incarico per conto del partito democratico Democratic National Committee. All’interno di questo comitato, strinse dei rapporti col giornalista George Parker, il quale aveva gestito una campagna pubblicitaria per Grover Cleveland durante la sua terza candidatura presidenziale. Nel tardo 1904, i due colleghi fondarono la terza società di pubbliche relazione degli Stati Uniti, la Parker & Lee. La nuova agenzia si vantava di “Precisione, autenticità, e interessi”. La ditta Parker e Lee non arrivò ai quattro anni di vita, ma in seguito Lee sarebbe diventato uno dei più influenti pionieri delle pubbliche relazioni. Egli elaborò ed affermò la sua filosofia nel 1906 nella Declaration of Principles (Dichiarazione dei principi), la prima espressione del concetto che vedeva i professionisti delle relazioni pubbliche come coloro che si assumevano una responsabilità pubblica che si estende oltre gli obblighi verso il cliente. Nello stesso anno, passò alla società ferroviaria Pennsylvania Railroad come assistente del presidente.

La sua filosofia della comunicazione si basava sul principio che per riconquistare la fiducia del pubblico le aziende avrebbero dovuto sciogliere i sigilli, mettere i loro libri contabili a disposizione di tutti e fare appello alla gente comune. La politica del silenzio e del segreto non pagava. Come press agent di una grande azienda produttrice di antracite, dichiarò:

“This is not a secret press bureau. All our work is done in the open. We aim to supply news. This is not an advertising agency. If you think any of our matter ought properly to go to your business office, do not use it. Our matter is accurate. Further details on any subject treated will be supplied promptly, and any editor will be assisted most carefully in verifying directly any statement of fact. … In brief, our plan is frankly, and openly, on behalf of business concerns and public institutions, to supply the press and public of the United States prompt and accurate information concerning subjects which it is of value and interest to the public to know about”.*

La dichiarazione fu fatta nel corso di uno sciopero e il lavoro dei cronisti fu molto semplificato. Sebbene infatti la stampa non fu ammessa nel locale dove si svolgevano le trattative fra aziende e scioperanti, Lee provvide a distribuire comunicati dopo ogni seduta.

Nel 1906, quando era press agent della Pennsylvania Railroad, accadde un incidente ferroviario e lui con un treno speciale, per la prima volta, portò i giornalisti sul luogo dell’incidente e fornì loro ogni tipo di assistenza. L’azienda non aveva mai goduto di un trattamento così favorevole da parte della stampa.

Ivy Lee teorizzò che il lavoro del comuniocatore era quello di far capire l’azienda al pubblico e il pubblico all’azienda e introdusse il termine di publicity, cioè relazioni pubbliche. Fu tra i primi a rendersi conto dell’inutilità della pubblicità, se questa non fosse preceduta e seguita da un comportamento corretto dell’impresa, e a capire che soltanto l’azione poteva costituire un plafond per influenzare la clientela. Vide anche l’importanza di umanizzare il mondo imprenditoriale e non si stancò mai di sottolineare l’importanza del fattore umano.

Uno dei suoi incarichi più importanti fu la collaborazione con il magnate John D. Rockefeller. Nel 1914 si impegnò per scaginarlo dall’accusa di omicidio. Rockefeller aveva assoldato alcuni agenti della Guardia del Colorado per sedare uno sciopero: durante l’assalto al campo degli scioperanti rimasero uccise 20 persone. Lee diffuse una versione modificata dei fatti per coprire Rockefeller. Nel 1919 fondò il suo Ufficio di pubbliche relazioni, Ivy Lee & Associates. Durante la Prima guerra mondiale, Lee lavorò come direttore pubblicitario, e poi come assistente del presidente della Croce Rossa americana.

Ivy Lee morì a causa di un tumore al cervello, il 9 novembre 1934, all’età di 57 anni.

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* “Questo non è un ufficio stampa segreto. Tutto il nostro lavoro è fatto apertamente. Questa non è un’agenzia di pubblicità. Se pensate che qualuna delle nostre occupazioni starebbe meglio all’ufficio commerciale, abbandonatela. Il nostro compito è preciso. Tutti i nuovi dettagli e tutto ciò che trattiamo sarà prontamente comunicato e ogni giornalista sarà assistito con il massimo dell’impegno nella sua verifica personale dello stato delle cose. …Con tutta onestà e chiarezza il nostro piano consiste nel dare alla stampa e al pubblico degli Stati Uniti informazioni accurate e tempestive su quanto il pubblico vuole sapere, tenendo presenti gli interessi tanto delle aziende, quanto delle pubbliche istituzioni”.

Fonti:

Wikipedia

Historic Markers Across Georgia

 

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