Trenta anni di Mac e lo spot più bello del secolo

Pubblicato: 24 gennaio 2014 in comunicazione, Senza categoria
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1984: Lo spot più bello di tutti i tempi

di: Antonio Capaldo su http://www.ilmac.net/magazzino/articoli/1984.htm

Quasi tutti gli utenti italiani sono utenti del Macintosh dal 1985, quando queste macchine arrivarono in Italia e quasi nessuno qui conosceva il Mac nel lontano 1984. Ma proprio in quell’anno avvenne il lancio del primo Mac, il mitico 128, così definito per i Kilobyte (Sì, kilobyte, non MegaByte) di Ram che conteneva. L’attesa per questa macchina era tanta perché si riteneva che sarebbe stata la riscossa di Apple dopo che IBM ed i primi clonatori PC le avevano sottratto importanti quote di mercato. Il prodotto era quasi pronto, benché persistessero molti dubbi sulla sua effettiva utilità e sui suoi possibili utilizzi, ma di questo parleremo un’altra volta, quello che vorrei raccontarvi oggi è la storia del filmato commerciale più importante della storia di Apple nonché quello unanimemente considerato il più bello mai creato non solo da Apple, ma da ogni agenzia pubblicitaria, tanto da essere stato giudicato, in una recente ricerca il miglior spot del secolo e scusate se è poco. Ma come è nato questo spot? La mia curiosità è sempre stata notevole anche perché spesso, soprattutto nei siti americani, quando si parlava male degli spot di Apple si richiamava alla mente questo fantomatico e famosissimo, almeno in America, spot, 1984. Dopo lunghe ricerche e letture ho potuto mettere giù una breve storia di questo interessantissimo spot e posso assicurarvi che quello che vedrete se avrete un po’ di pazienza per scaricarvelo, vi ripagherà ampiamente. Tutto cominciò quando Apple chiese alla Chiat/Day, un’agenzia pubblicitaria di approntare uno spot per presentare al mondo il suo nuovissimo prodotto il Macintosh. Recuperando un lavoro precedentemente pensato per l’Apple II (l’antenato del Mac) e rivisitandolo in maniera profonda, la Chiat/Day mise a punto questo progetto che doveva rifarsi al famosissimo, almeno negli USA, libro di George Orwell 1984. In questo libro Orwell presagiva una società in cui un soggetto, denominato Grande Fratello, controllava menti e pensieri di tutte le persone, proprio su questa base partì il progetto dello spot, una giovane ragazza, simboleggiante Apple, irrompeva in una sala dove moltissime persone assistevano in maniera passiva ad un discorso del Grande Fratello; la ragazza cominciava a far roteare il martello che aveva con se e lo lanciava contro lo schermo distruggendolo, a questo punto compare un messaggio: “On January 24th Apple will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like 1984” ovvero “Il 24 Gennaio Apple introdurrà Macintosh. E voi vedrete perché il 1984 non sarà come il 1984”. Ma vediamo come e da chi venne realizzato lo spot. Ridley Scott, allora proveniente dai successi di Alien e Blade Runner fu scelto come regista e gli venne assegnato un budget di 900.000$, circa (1 Miliardo e 1/2 al cambio odierno), con il compito di dare vita alla sceneggiatura. Egli accettò con entusiasmo e si mise a ritoccare la sceneggiatura a cominciare proprio dal Grande Fratello, tema centrale del libro di Orwell, cui decise di far pronunciare un discorso, per rafforzare le sensazioni che doveva suscitare il filmato. Proprio sul Grande Fratello e sul suo discorso si sono fatte molte ipotesi, la più accreditata delle quali, benché sia stata sempre negata da Apple e dallo stesso Scott, era che il Grande Fratello rappresentava nient’altro che IBM, il principale concorrente di Apple non solo per dimensione ma anche per modo di agire, più standardizzata la prima, più folle Apple. La sensazione che IBM sia il Grande Fratello è forte basta leggere questo estratto (tradotto): “… Oggi celebriamo il primo, glorioso anniversario della direttiva di purificazione dell’informazione! Noi abbiamo creato…. un giardino di ideologia pura, dove ogni lavoratore può essere al sicuro dai mali della contraddizione e delle verità che confondono”, se il Grande Fratello non è IBM, certo le si avvicina. Scott selezionò attentamente la modella Anya Major per la parte di protagonista grazie soprattutto alla sua capacità di lanciare il martello, abilità indispensabile per girare lo spot. Alla fine il prodotto era pronto e venne presentato prima al consiglio d’amministrazione di Apple e poi ai suoi rappresentanti vendite, ma gli unici che ne furono entusiasti furono Jobs ed in parte Sculley, l’allora presidente di Apple.Si era deciso di cancellare lo spot, ma un po’ l’intervento di Jobs appoggiato, in questo caso da Wozniak che arrivò sino ad offrirsi di pagare la metà della somma necessaria a mandare in onda lo spot e parliamo di 400.000$, un po’ la voglia di rischiare dei responsabili della comunicazione, fece sì che lo spot venisse messo in onda quando previsto, il giorno 22 Gennaio del 1984 durante il terzo quarto della finale del 18° Super Bowl, per inciso la trasmissione più seguita d’America, tra i Washington Redskins ed i Tampa Stadium, per inciso i Redskins vinsero per 38 a 9. L’idea alla base dello spot era rivoluzionaria per quei tempi e proprio per questo motivo 1984 è stato premiato come il miglior Spot del secolo, non più una presentazione di un prodotto, ma una storia in cui il prodotto è solo accennato con fare misterioso con il quale si vuole creare nello spettatore attesa, interesse, desiderio di conoscenza. Beh il risultato fu senz’altro notevole. Immediatamente dopo la conclusione dello spot moltissime persone cominciarono a telefonare ai centralini delle stazioni televisive per chiedere maggiori informazioni sullo spot e su cosa significasse, inoltre nelle settimane seguenti, su tutte le principali reti nazionali e locali, lo spot venne riproposto a più riprese e ne seguirono enormi discussioni che non fecero altro che alimentare la voglia di Mac. Poi il 24 all’assemblea degli azionisti, Apple era già allora un’azienda quotata, venne sqaurciato il velo sul nuovissimo prodotto e le reazioni delle persone furono simili a quelle susseguenti alla visione dello spot. 1984 non significò solo un grandissimo successo per Apple, ma anche da allora sino ad oggi, un modello di riferimento ed un confronto scomodo per qualunque pubblicitario, soprattutto se collegato alla casa di Cupertino. Proprio il confronto con 1984 e soprattutto con i suoi effetti, fa impallidire le orride campagne pubblicitarie della Apple a partire dal grandissimo flop di Lemmings, detto anche 1985, sino all’avvento di Jobs e della sua Think Different. Le pubblicità comparative, con i G3 che tostano il pentium, che tanno clamore hanno suscitato, non sono riuscite nemmeno ad avvicinarsi al clamore suscitato da quello spot, lontano nel tempo eppure così vivo nelle immagini e nella mente di moltissime persone. Apple non ha cambiato solo il modo di fare i computer, ha anche cambiato il modo di fare pubblicità, con un piccolo filmato di 1 minuto, ha mostrato una via da intraprendere, non più mere presentazioni di prodotti, ma puntare sulla marca, sul nome dell’azienda, non a caso Apple è la terza marca più conosciuta negli USA. Potrei raccontarvi ancora molto altro su questo spot, a partire dalla leggenda (falsa) che vuole sia stato trasmesso a pagamento una sola volta quel giorno, per finire con tutti i commenti da parte di tantissimi giornalisti e semplici telespettatori, su quel lungo interminabile minuto, ma credo che più di tante parole potrà la visione di questo filmato. Reperirlo non è stato facile e spero che apprezziate lo sforzo.

Data di pubblicazione: 11-10-1998

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