E aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso

Pubblicato: 24 febbraio 2015 in mare, musica, personaggi

hemingway1All’indirizzo http://linkis.com/tumblr.com/zaV7Q c’è La mia prima volta con Fabrizio De André: “una raccolta di testi, perché ognuno ha la sua storia, il suo speciale e unico ricordo di Fabrizio da raccontare. Perché Fabrizio De André fa parte del nostro immaginario collettivo, è un patrimonio storico, italiano e universale”.

Il mio ricordo è delle medie. La professoressa di musica era una ragazza piccolina con i Ray Ban da vista, i capelli lunghi e la chitarra, che aveva rinunciato ad arrivare alla cattedra, vista la completa assenza di disciplina durante le sue ore. Entrava e si sedeva in fondo all’aula, in un angolo vicino alla finestra, faceva l’appello da lì e cominciava a cantare. Tutta roba sconosciuta per la maggior parte di noi, ragazzini di periferia della classe del 1968: De André, Bertoli, De Gregori. Chi voleva faceva casino, chi aveva piacere si metteva lì ad ascoltarla.

Ero cresciuta a suon di Gianni Morandi, Celentano e Massimo Ranieri, ascoltati dai quarantacinque giri che suonavano nel mangiadischi bianco e giallo (non arancione, come ce l’avevano tutti). Poi per la festa dei tredici anni mi avevano regalato uno stereo potentissimo e l’imponenza del macchinario mi aveva spinto a fare una ricerca discografica accurata, perché il mio primo lp avrebbe dovuto essere all’altezza dello strumento. Avevo scelto Making Movies dei Dire Straits.

Quando dunque arrivò in classe la ragazzina con la chitarra, ero pronta per le “novità” e fui affascinata dalla scoperta di questi cantautori che mi sembravano dei giganti. Ad aprirmi la porta furono proprio il silenzio del pescatore e gli occhi enormi dell’assassino-bambino di De André. Mi sembrava di vedere, adagiato sulla spiaggia, quello stesso vecchio magro e scarno, che aveva rughe profonde alla nuca e cicatrici profonde alle mani, “che gli erano venute trattenendo con le lenze i pesci pesanti”.

Avevo cominciato a leggere seriamente con Il vecchio e il mare di Hemingway e ora arrivava il pescatore di De André. E “aveva un solco lungo il viso, come una specie di sorriso”.

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