Archivio per la categoria ‘#scritturebrevi’

Antonio_la_trippa

Ci sono ancora molti, candidati e anche sostenitori, che si fanno vivi sui social network solo quando è ora di chiedere i voti. In questo periodo ad esempio, prima delle elezioni amministrative regionali delle Marche, si moltiplicano su Facebook gli inviti “sospetti”.

Non funziona più. L’effetto novità è finito. E’ inutile comparire su un social con scopi evidentemente interessati e tempestare per un mese il prossimo di pensieri più o meno originali, di buoni propositi, o con la cronaca dettagliata delle fitte giornate del candidato, per poi scomparire a urne scrutinate. Starci non è obbligatorio. Prendere in giro chi dovrebbe votarti non è carino e di sicuro non aiuta a raggiungere l’obiettivo. E’ una questione di reputazione, che si costruisce col tempo, mettendoci la faccia giorno dopo giorno, coltivando le relazioni, partecipando ai dibattiti, rispondendo alle domande, rendendo conto quotidianamente delle proprie azioni. E’ come nella piazza reale: la gente si accorge se sei finto o sincero, se sei capitato lì per caso, se comunichi onestamente o fai solo propaganda. E in base a come ti percepisce ti attribuisce o ti toglie credibilità.

Il questa piazza virtuale si può, dunque, scegliere di scendere oppure no, come in tutte le piazze del mondo, ma il punto è che la presenza sui social network oggi può pagare moltissimo in termini di visibilità (è stato calcolato che una notizia di media criticità raggiunge in quattro ore un numero di contatti pari ai lettori giornalieri dell’edizione stampata di un quotidiano come La Repubblica), e quindi è comprensibile che anche chi non li frequenta mai (o non lo fa assiduamente) non voglia perdersi l’occasione di sfruttare un palcoscenico potenzialmente così redditizio. Allora bisogna almeno seguire alcune regole, se non altro quelle dettate dal buonsenso.

In primo luogo è opportuno avere bene chiara la distinzione tra pubblico e privato. Su Facebook si possono aprire pagine personali oppure pubbliche. Nel caso della pubblicità elettorale è giusto che sia chiara la finalità della pagina, cosa che, peraltro, la legge rende obbligatoria per tutti i casi di pubblicità nei media tradizionali. La trasparenza è dunque una buona prassi anche per i social network, quindi è preferibile, e più elegante, che i candidati scelgano la strada della pagina pubblica dichiarandone esplicitamente la finalità elettorale. In questo modo, piuttosto che chiedere e promettere un’amicizia (quella delle pagine private), che già di per sé è, a volte, sin troppo virtuale, si possono invitare le persone ad apporre il loro “mi piace” con consapevolezza. E questo è senza dubbio un atteggiamento più rispettoso nei confronti dei potenziali elettori. Gli utenti dei social ormai sono disincantati, oltre che iper bombardati da ogni tipo di post. Per essere “interessanti”, e quindi seguiti, è meglio essere chiari, negli intenti e con i messaggi. Non è vero che la verità fa sempre male. Qui, al contrario, non può che fare bene.

blogSe hai un blog devi necessariamente tenerlo aggiornato con pubblicazioni a cadenza regolare? Deve assomigliare di più a un giornale, o a un social network, oppure la continuità non è rilevante?

E’ una domanda che mi pongo perché tendo ad adottare la soluzione della discontinuità, ma in essa trovo alcuni elementi negativi. Se uno per caso, ad esempio, capita sul mio blog e vede che l’ultimo articolo è datato un anno fa, considererà questa pagina come affidabile? Al contrario, se l’ultimo post della pagina non è così interessante, ma è breve, veloce, ed esprime idee o semplici domande di qualche interesse, non sarà spinto a proseguire, a ritroso, nella lettura?

Torno a #scritturebrevi e ci associo, ancora una volta, il concetto di #segmenti. La scrittura del web, soprattutto dopo l’evoluzione dei social, possiede questa potenzialità in più: anche una nota veloce ha dignità di pubblicazione e, se non trova posto su facebook e su twitter perché richiede un ambiente più “privato”, che presupponga una precisa scelta di lettura, probabilmente il luogo ideale può essere il blog, che, quindi, è uno strumento di comunicazione e condivisione tuttaltro che superato.

Foto su: http://lullabellz.com/blog/oh-my-blog-hello-were-new-here/